lunedì 10 marzo 2008

domenica 9 marzo 2008

Nuovi aritcoli su Music on TNT: Bach, Mars Volta, SimakDialog

08/03/2008 - J.S.Bach – L’arte della fuga BWV 1080

Classica, torna sulle nostre pagine con la recensione del cd L’arte della fuga di J. S. Bach. A cura di Paolo Pedranghelu.

08/03/2008 - The Mars Volta - The Bedlam in Goliath

Quarto capitolo della storia dei Mars Volta, il disco si adagia su territori meno "progressivi" dei suoi predecessori. Recensione a cura di Puppet.

08/03/2008 - Simak Dialog - Patahan

Chiamatela world-fusion, chiamatelo etnojazzrock... fate voi, ma questo CD è interessantissimo... e costa poco... A cura di Pier Luigi Zanzi.

sabato 8 marzo 2008

CANTANDO MODUGNO

LUNEDI' 10 MARZO
ore 21

CANTANDO MODUGNO
Recital-concerto in celebrazione dei 50 anni di VOLARE

TEATRO GHIONE
Via Delle Fornaci 37 – ROMA

Ingresso libero su prenotazione telefonica ai numeri
06 3225044 – 328 4112014

www.giannidavoli.it

DOMENICO MODUGNO è considerato il primo cantautore della storia musicale italiana. Le sue canzoni sono state tradotte e cantate in oltre centoquaranta paesi e la parola VOLARE – canzone che compie quest’anno il suo cinquantesimo anno di vita - è risuonata ovunque come desiderio, sogno di liberazione, simbolo di tempi nuovi, ma anche come segno di solidarietà.
Modugno era nato nel Sud, in un paese povero, e arrivò a conquistare l’America. Più che una storia, la sua è una leggenda ...

Profondo conoscitore del suo repertorio Gianni Davoli ha voluto rendergli omaggio in uno spettacolo che lo ricorda per le molteplici sfaccettature: non solo le canzoni, ma anche il suo genio, la sua creatività e la sua fantasia… Uno spettacolo straordinariamente sentito e vero, minuzioso nel restituire le giuste intenzioni e soprattutto attento a non tradire le sfumature e, con esse, le emozioni, ma anche uno spettacolo informativo e culturale che racconta, attraverso la voce narrante dell’attrice Loredana di Cicco, aneddoti e particolari sulla vita di Modugno, dialoghi, monologhi, poesie ed alcuni filmati di repertorio che rappresentano i momenti piu’ salienti della sua carriera artistica.

Una passione vera, quella di Davoli, iniziata nel 1998 alla Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma per il 40° anniversario di VOLARE con un concerto acustico al quale si sono aggiunti dei mimi e, gradualmente, sfociata in un importante evento che si avvale di un organico di ben dieci elementi d’orchestra, due vocalist e l’attrice Loredana Di Cicco, sempre rigorosamente nel segno di un rispetto e difesa della tradizione italiana perché Modugno rappresenta l’Italia, il sentimento italiano, il paesaggio italiano in tutti i suoi aspetti, senza nessuna scopiazzatura anglo-americana.

“Mi sono innamorato delle canzoni di Modugno perché con i suoi motivi ed i suoi testi sul palcoscenico arrivi dritto al cuore dell’ascoltatore, stabilendo contatti diretti ed emozionali col pubblico. Per esprimere un sentimento Modugno non fa un giro di parole ma ti colpisce direttamente al cuore. Sono andato allo studio e alla scoperta di Modugno indipendentemente dalle canzoni che tutti cantano, ricercando brani che pochi hanno avuto il coraggio di interpretare poiché il confonto poi diventa pericoloso.”

Tra le canzoni prescelte CAVADDU CIECO DE LA MINERA, LU TAMBURRU DE LA GUERRA, LA SVEGLIETTA, ma anche VECCHIO FRAK, LU PESCE SPADA, LA DONNA RICCIA, STRADA ‘NFOSA, NOTTE DI LUNA CALANTTE, IO MAMMETA E TU, LAZZARELLA, una splendida versione de LA LONTANANZA e AMARA TERRA MIA, in coppia col soprano cinese HONG MEI NIE, celebre per aver cantato durante il Giubileo del 2000 in occasione dell’apertura della Porta Santa. Un repertorio che conta oltre 35 canzoni in testa alle quali spicca la composizione che Davoli ha dedicato all’artista scomparso, UN ANGELO COI BAFFI.

giovedì 6 marzo 2008

Il nuovo mercato della musica - Anche i Nine Inch Nails

Se ne parlava con l'amaterrimo e mai sufficientemente idolatrato direttore dell'amaterrima e mai sufficientemente diffusa (ancora non è letta dall'intero globo terracqueo) webzine che state leggendo: i Nine Inch Nails, gruppo industrial rock di culto sorto sul finire degli anni '80, fanno uscire il loro nuovo lavoro, Ghosts, e scelgono il web per vendere. Se andate ad informarvi in merito scoprite diverse formule, di cui una addirittura gratuita. Potete iniziare, magari perché l'esigenza iniziale può essere quella di conoscerli, con il download gratuito di 9 brani del lavoro (che ne ha 36), e se siete soddisfatti (o se li conoscete già e soddisfatti lo siete di vostro) c'è da sbizzarrirvi con formule diverse, che arrivano fino a quello che, attualmente sold out, rappresenta il top per il collezionista, un Ultra-deluxe limited package edition da 300 $. Già a 5 $ comunque avete il download digitale completo del lavoro più booklet in PDF di 40 pagine ed elementi di grafica a tema per il PC. Con 10 $ c'è il doppio CD.
Segnalando anche che non c'è DRM sui download digitali ottenuti... beh, siamo all'inizio di un mercato che sta prendendo forme e sostanza pian piano, ma si comincia ad andare nella direzione di una concreta diversa fruibilità della musica. Peccato solo che nel download digitale non si vada come formato oltre l'mp3 a 320 kbps, ché i file non compressi sarebbero la musica così come vorremmo sentirla (quasi).
"Donwload completi", mi dice il browser or ora riguardo i 9 brani, il che fa molto figo perché lui non lo sa ma l'ha detto in chiusura di post rendendo quest'ultimo molto raccontato, molto vissuto, molto vero. Tipo C'è vita sul web o Recuperiamo anche sul pc il calore delle conversazioni tra amici, o roba del genere da dire con aria da intellettuale che però sa stare tra la gente normale. State tunati, vi dirò. Epperò pure voi andate a scaricare, no? Più che darvi il link che devo fare? E che diamine...

mercoledì 5 marzo 2008

Il lotto della cuffia

Mah.
Kit per ascoltare la musica col telefonino: cuffia, adattatore, cavo per collegamento ad hi-fi, scheda SD ormai fuori mercato ma pur sempre da 512 MB, CD ballereccio tanto per metter dentro già qualcosa da ascoltare.
19.90, in una delle grandi catene di vendita.
Beh, compro. La cuffia è di una buona marca, direi che per 20 euro...
La cuffia da sola, vista per curiosità su un qualunque motore di ricerca dei prezzi in rete, costa (dato di ieri) dai 35 ai 50 euro circa, più spese di spedizione.
Mah.
Non che la notizia faccia scalpore, visto il mercato in cui viviamo, ma voi appassionati di musica alla ricerca di una cuffia che, considerando un budget di 40 euro, abbia un suono complessivamente decoroso (bassi rotondi e pieni, alti un po' chiusi) compratela assieme ad alcuni oggetti per voi inutili, così risparmierete 20 euro.
Questo vale per oggi, per cui affrettatevi perché magari tra cinque giorni trovate un set da 4 cavi USB con inclusa l'integrale di Bach a 15 euro e vi viene voglia di mutare i comportamenti di spesa. Tocca perciò esser previdenti.

martedì 4 marzo 2008

Nuovi aritcoli su Music on TNT: Enrico Rava, Eddie Vedder, Jovanotti, Capitolo 3 della storia del jazz

02/03/2008 - Enrico Rava - The Words And The Days

Enrico Rava - The Words And The Days. Il quintetto di Enrico Rava nella sua più recente produzione. Recensito da Maurizio Germani.

02/03/2008 - Eddie Vedder - Into The Wild Original Soundtrack

Eddie Vedder, Into The Wild Original Soundtrack. Il cantante dei Pearl Jam, si cimenta con una colonna sonora, prima fatica da solista. Recensito da Puppet.

02/03/2008 - Storia del Jazz - Capitolo 3 - Duke Ellington

Duke Ellington, analisi dell'importanza dell'artista nell'ambito della storia del jazz e delle sue radici africane. Articolo della rubrica L'America vista dall'africa - Le radici del Jazz. A cura di Paolo Bernardi.

02/03/2008 - Lorenzo - Safari

Salutiamo la nuova entrata della redazione, Giulia Zichella, che esordisce sulle nostre pagine con la recensione del cd Safari di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti.

DUNE CLUB: 6-7-8 marzo

DUNE CLUB & RESTAURANT
Piazza S.S. Apostoli 52 - 00187 Roma
Tel 06 69925442 - Fax 06 6791032
e-mail dune.restaurant@fastwebnet.it

Menu prenotabile su www.dunerestaurant.it
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Giovedì 6 marzo
SWING-JAZZ
BOOP SISTERS


Alessia Piermarini - voce
Giò Giò Rapattoni - voce
Lily Latuheru - voce
Davide Vaccari - chitarra
Silvia Manco - pianoforte
Guido Giacomini - contrabbasso
Carlo Battisti - batteria

Il progetto, ideato da Francesca Biagi, dà luce al repertorio delle Boswell Sisters, tre sorelle, Connie, Vet e Martha, cresciute a New Orleans negli anni ’30. Pioniere del genere vocale, sono state affiancate da grandi jazzisti, tra i quali i Dorsey Brothers, Bing Crosby, Joe Venuti e Eddie Lang.
Nelle loro incisioni figurano molti classici dell’epoca arrangiati da Connie e Vet con riarmonizzazioni di grande originalità; nate come musiciste classiche, affinano il gusto jazzistico creando uno stile personalissimo con elementi blues e gospel, nutriti da sonorità legate al jazz bianco di New York degli anni ’20.
Le Boop Sisters, provenienti da esperienze musicali diverse e unite dalla stessa passione per il jazz classico, trovano nel progetto un punto d’incontro, reinventando il repertorio delle Boswell con efficaci spunti personali.

www.myspace.com/boopsisters

Venerdì 7 marzo
JAZZ
LEONARDO DE ROSE




MY WORLD BAND

Aldo Bassi - Tromba e Flicorno
Vittorio Mezza - Piano
Leonardo De Rose - Contrabbasso
Alessandro Marzi - Batteria

La formazione si muove nell’ambito del Jazz Europeo e porta avanti le sonorità della famosa etichetta ECM.
La formazione si avvale di solisti di altissimo livello, supportati da una ritmica del contrabbasso e della batteria, solida e attenta all’interplay, che ben si muove in questo ambito musicale.
Il fraseggio apollineo della tromba di Bassi dalle melodie liriche e levigate e dal suono bellissimo e inconfondibile dialoga con quello dionisiaco, impetuoso e veemente del pianoforte di Mezza dal suono a volte tribale a volte di una melodicità struggente.
Questa è una musica resa complessa dal virtuosismo e la grandezza tecnica del gruppo, ma alla cui base si pongono le composizioni del leader che vogliono essere semplici e dirette e che vogliono pennellare e preparare ambienti e fondali in cui i musicisti possano spaziare e suonare nella più ampia libertà espressiva.
Questa musica arriva impetuosa e diretta a chi ascolta: non può lasciare indifferenti, sia che la si riesca a seguire, comprendendone le sofisticate coordinate musicali (che richiamano e raccolgono l’eredità della grande tradizione jazzistica e della musica Contemporanea di cultura eurocentrica, sino ad attingere a fonti del patrimonio etnico, classico e anche della musica new age), sia ascoltandola semplicemente facendosi trasportare dalle immediate suggestioni emotive.

Sabato 8 marzo
JAZZ
EDOARDO RAVAGLIA Q.TET FEAT.EMANUELE CISI


Edoardo Ravaglia - piano
Enrico Bracco – chitarra
Andrea Nunzi – batteria
Stefano Nunzi – contrabbasso

Pianista emergente di Roma, Edoardo Ravaglia ha perfezionato i sui studi musicali con Enrico Pieranunzi, Ramberto Ciammarughi, John Taylor. Finalista al concorso di arrangiamento di Barga del 2005 è coordinatore ed arrangiatore della Big Band del XV Municipio di Roma nonché Direttore del laboratorio della Musica e delle Arti “Artidee” di Roma.
A poco più di 40 anni, Emanuele Cisi è uno dei musicisti più apprezzati della nuova scena europea. Ha inciso sei cd a suo nome e decine come co-leader o sideman, in vari paesi europei per etichette italiane e straniere (tra cui Blue Note, Universal); ha suonato in concerti e registrazioni radiotelevisive in Europa, Stati Uniti, Cina, Oceania., collaborando con alcuni dei più importanti musicisti della scena mondiale come Clark Terry, Jimmy Cobb, Billy Cobham, Nat Adderley, Aldo Romano, Daniel Humair, Enrico Rava, Paolo Fresu, Sting e molti altri.
Enrico Bracco è un chitarrista che ha vinto diversi Premi fra cui: “Euro Jazz” ’93 con Zuky trio, San Gemini ’98 con Zuky quartet, Barga ’98 con Zuky quartet ,Eddie Lang’97 come miglior chitarrista ,Baronissi ’97 con Frau Gruber .Ha partecipato a diverse rassegne fra cui:Clusone Jazz Festival , Jazz & Image Villa Celimontana di Roma, Barga, Acuto jazz , Monteroduni Jazz Festival, Arcidosso Jazz, Valtellina Jazz, Terracina Jazz, Viggiano jazz, La Dolce vita jazz,Montalcino jazz & Wine. Compositore delle musiche per lo spettacolo teatrale Una Martin’s de luxe, regia di Gigi Proietti Ha suonato con artisti di fama internazionale (Maurizio Giammarco, Ettore Fioravanti, Rick Margitza, Eddie Henderson) ed ha all’attivo due dischi a suo nome.
Andrea Nunzi inizia a studiare batteria all’età di 13 anni, a sedici a partecipa ad un concorso nazionale per batteristi indetto in occasione della fiera degli strumenti musicali di Pesaro, dove ottiene il terzo posto. Con il tempo si accorge di avere una predilezione per il jazz e la musica improvvisata in generale. Attualmente vive a Roma dove insegna e suona in contesti puramente jazzistici,ma in diverse occasioni, ha suona anche repertorio classico-contemporaneo.Tra le sue collaborazioni annovera nomi come Steve Grossman, Marcello Rosa, Vincente Harring, Mario Raja; ha collaborato inoltre con Amii Stewart nel musical “Lady Day” dedicato a Billie Holiday.
Stefano Nunzi si diploma in contrabbasso nel 1998 presso il conservatorio G. ROSSINI di Fermo sotto la guida del maestro Alfredo Trebbi. Contemporaneamente si avvicina al Jazz, che e’ la sua grande passione, studiando con Palle Danielsson, Furio di Castri, e Pietro Ciancaglini. Nel 2000 si trasferisce a Roma dove inizia a suonare in diverse situazioni di stampo Jazzistico collaborando con i più importanti musicisti jazz, membro stabile della nuova Big Band di Mario Raja, dell’ “Erico Bracco Quintet”, del gruppo “i Conti Ruggeri” e del “Francesca de Fazi Acoustic Quartet”,ha accompagnato AMII STEWART nel suo ultimo lavoro teatrale dedicato a Billie Holiday.

lunedì 3 marzo 2008

Roma Wine Festival - Music on TNT c'era


E abbiamo assaggiato, io e voi che ci leggete e che pertanto in pratica l'avete fatto con me (no?) molte cose, sul cui valore effettivo lascio però parole a siti che ben più e meglio di noi si occupano di enologia, limitandomi a fare i nomi di quelle che ho considerato ottime esperienze d'assaggio. Vi racconto perciò di
  • Uno chardonnay di alto livello del 2001, molto buono se non fosse per il consueto "difetto di fabbrica" di gran parte degli chardonnay (italiani e non) prodotti negli ultimi anni: un uso modaiolo della barrique che ha fatto del vino un composto alcolico di uva e resine... che come composto era ottimo, in effetti, ma...
  • Della stessa cantina piemontese un merlot 2004 morbido e piuttosto "piacione"
  • Due Barolo 2001 di Cavallotto, il Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe e il Riserva Vignolo -che ho preferito trovando il primo ancora giovincello-, buoni anche perché autentici e fuori da quello che sembra un obbligo a produrre vini di tendenza
  • Tre bordeaux diversamente buoni: i 2005 e 2001 di Chateau Lafon-Rochet (povero 2005, riparliamone... è un'ingiustizia!) e il 1999 superiore di Chateau Thieuley, che anche solo a giudicare da quante diverse sensazioni ha dato a chi beveva attorno a me (oltre alla mia, ulteriormente diversa) aveva complessità e ricchezza da vendere
  • Uno Schioppettino con rimandi di pepe così accentuati da indurre a ritenerlo un'ottima spremuta di pepe con evidenti rimandi al vino
  • Una versione piacevole di Biancolella e uve locali proveniente dall'isola di Ponza
  • Un Aglianico venuto parecchio male accanto alla sua versione Riserva evitata accuratamente perché segnalatami dal compagno di degustaazione come ulteriormente mal riuscita nella stessa direzione ("retrogusto ematico neanche troppo nascosto" dovrebbe essere un'immagine eloquente)
  • Un vitigno autoctono toscano che si sforza (e fa sforzare il produttore) nel resistere alle varie correnti stramaggioritarie del suo territorio, e lo fa molto piacevolmente: il pugnitello (Agricola San Felice)
  • Un riuscitissimo rosé pugliese, da uve negramaro e malvasia nera, che come al solito, non lo si ometta mai, è adattissimo alle serate estive (il rosé e le serate estive è un connubio a cui non sfuggi manco se ti applichi, è come gli inglesi e il parato al muro, come il Tigri e l'Eufrate. Non se ne esce), ma che si fa molto piacevolmente bere anche a prescidere (seppure la cosa vada comunque tenuta assolutamente nascosta alla serata estiva, ché sennò fa una piazzata). Ah, già: è il Vigna Flaminio di Agricole Vallone
  • I tre rossi, differenti, riusciti, efficaci e buonissimi di Isabella Mottura, che nella zona della Tuscia (alto Lazio) produce davvero cose notevoli
Diciamo insomma che Music on TNT è stata benone ad una manifestazione molto interessante che ha portato nel centro di Roma molti produttori di alto livello, con alcuni dei quali c'è stato modo di parlare scambiando impressioni su vino e mercato.

domenica 2 marzo 2008

Alessandra Celletti - WAY OUT Live, Roma

L'ho ascoltata dal vivo in una performance di solo piano molto convincente, e la vostra consueta amaterrima webzine l'ha anche intervistata e recensita per uno dei suoi precedenti lavori. Stavolta il set è per piano, batteria e voce. I gusti personali decideranno poi, ma ascoltare qualcosa che cerca d'essere personale e scelto è qualcosa che... vale, no?
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WAY OUT

Martedì 4 Marzo alle ore 22 al Bebadosamba (Via dei massapi 8) Alessandra Celletti e Marcello Piccinini propongono in concerto WAY OUT.

Autrice e pianista come nei precedente cd “Chi mi darà le ali” e “The Golden Fly”, Alessandra Celletti presenta questa volta una formazione strumentale inusuale affiancando al suo pianoforte la sonorità e la forza ritmica della batteria e delle percussioni.

Way Out significa “Uscita”…ma in slang indica anche qualcosa di“stravagante” e di “fuori dal comune”. E in effetti ci troviamo di fronte ad una proposta sicuramente trasversale, difficilmente collocabile in un genere predefinito e al tempo stesso capace di fondere stili apparentemente inconciliabili, dalla musica classica al rock, dal pop al minimalismo, alla musica sperimentale.

Ma la maggiore sorpresa di Way Out sarà ascoltare la pianista romana anche nel ruolo di cantante.

I testi delle canzoni, scritti da RenzoPin e ispirati al libro “Talking with Angels” di Gitta Mallasz (1945) presentano messaggi concisi e affascinanti, offrendo un punto di vista inedito sulle possibilità dell’uomo. Per Way Out il videomaker Tony Sbarbaro ha realizzato una sequenza di 4 quadri poetici virati a seppia animando dei personaggi con l’affascinante tecnica del passo uno.

Accanto ai brani che fanno parte dell’album Alessandra Celletti e Marcello Piccinini proporranno cover di Erik Satie e Philip Glass in una inedita elaborazione per piano e percussioni dove si potranno apprezzare le qualità del batterista e noisemaker che si è perfezionato presso il Berklee College of Music di Boston , la “Escola de Samba” a Salvador de Bahia in Brasile e a New York dove si è diplomato al “Drummers Collective”.

www.myspace.com/alessandracelletti
www.myspace.com/marcellopiccinini