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domenica 30 novembre 2008

ECM touchstones

Non so se ve ne siete già accorti girando nel virtuale o nel reale -a patto che si sia ancora in grado di definire con chiarezza le differenze tra i due mondi-, ma ECM ha reso disponibile la serie Touchstones, cioè una selezione dei suoi 40 anni di musica a 9.90 euro per CD, con packaging snello e copertine originali. Non c'è molto da aggiungere, a parole.
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martedì 25 novembre 2008

Festival ECM alla Casa del Jazz, Roma

Giusto per aggiungere un commento personale: il fatto che in "casa Eicher" trovino posto ed onore sempre più musicisti italiani è una sorta di certificazione di qualità per la musica di matrice improvvisativa che produciamo.

Dall’11 al 13 dicembre Festival ECM

- giovedì 11 dicembre ore 21
Norma Winstone Trio "Distances"
Norma Winstone voce
Glauco Venier pianoforte
Klaus Gesing clarinetto basso, sax soprano
Ingresso euro 15

- venerdì 12 dicembre ore 21
Vassilis Tsabropoulos/Anja Lechner/U.T. Gandhi "Melos"
Vassilis Tsabropoulos pianoforte
Anja Lechner violoncello
U.T. Gandhi percussioni
Ingresso euro 15

- sabato 13 dicembre ore 21
"Dans les arbres"
Xavier Charles clarinetto, harmonica
Ivar Grydeland chitarra acustica, banjo, scruti box
Christian Wallumrød pianoforte
Ingar Zach percussioni
Ingresso euro 15


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sabato 26 gennaio 2008

ECM - 2 belle novità

Fare pubblicità alla ECM è un gesto inutile. Questo prova definitivamente che su Music on TNT nonché sul blog non si fa pubblicità. Detto questo ecco qui freschi freschi 2 CD della label di Manfred Eicher che vi consiglio caldamente:

Wolfert Brederode Quartet - Currents
Marcin Wasilewski Trio - January

Il jazz europeo, nello specifico nordeuropeo, ha conosciuto diverse forme di espressione ed evoluzione. Qui siamo su un fronte che potremmo chiamare romantico purché si sia d'accordo nel guardare a questo termine non per parlare di Bill Evans (che pure qualcosa c'entra eccome) quanto piuttosto per focalizzare una musica intima, talvolta rarefatta, in cui la sottrazione vince rispetto al sommare, in cui gli spazi sonori sono ampi sia per l'evocatività cercata nelle singole note sia per quanto viene lasciato libero d'essere tra una nota e l'altra, ascoltatore compreso.